Passa ai contenuti principali

Come sono diventata una accanita lettrice

Mi chiamo Martina. Questo è il primo articolo che scrivo in questo blog. Cerco di presentarmi… Ho scritto un romanzo quando avevo 14 anni (si intitolava "Amore senza fine") senza però mai arrivare a finirlo e pubblicarlo. Avevo 16 anni quando ho capito che non potevo riuscire a finirlo senza prima studiare di più, così ho iniziato a leggere molto. :)
Mi piace molto il romanzo come genere narrativo, ma leggo volentieri anche racconti, poesie, cose di ogni tipo.
Cerco soprattutto suggerimenti per scrivere i miei romanzi. Ho iniziato guardando alcuni canali su YouTube, molto utili certe volte.
Secondo me la cosa più difficile è proprio riuscire a finire il romanzo che si ha in testa: si arriva, prima o poi, ad un punto morto, non si riescono a riempire i buchi della trama o non si sa come andare avanti. Scrivere un romanzo senza un metodo è difficilissimo!
Adesso ho 19 anni e continuo a scrivere, anche per tenermi in esercizio. Ho anche un diario che aggiorno quando posso, annotando tutto quello che mi passa per il cervello. Ho talmente tanti pensieri durante la giornata che non riesco a starci dietro, a scriverli tutti. :)

Martina J.

Commenti

Post popolari in questo blog

Recensione: "Eppure cadiamo felici" di Enrico Galiano

Scheda libro Titolo: Eppure cadiamo felici Sottotitolo: Non aver paura di ascoltare il rumore della felicità Autore: Enrico Galiano Editore: Garzanti Genere: Romanzo Anno di uscita: 2017 Riassunto  (fonte: aletta anteriore, edizione Garzanti) Il suo nome esprime allegria, invece agli occhi degli altri Gioia non potrebbe essere più diversa. A diciassette anni, a scuola si sente come un’estranea per i suoi compagni. Perché lei non è come loro. Non le interessano le mode, l’appartenere a un gruppo, le feste. Ma ha una passione speciale che la rende felice: collezionare parole intraducibili di tutte le lingue del mondo, come cwtch, che in gallese indica non un semplice abbraccio, ma un abbraccio affettuoso che diventa un luogo sicuro. Gioia non ne hai mai parlato con nessuno. Nessuno potrebbe capire. Fino a quando una notte, in fuga dall’ennesima lite dei genitori, incontra un ragazzo che dice di chiamarsi Lo. Nascosto dal cappuccio della felpa, gioca da solo a freccette in un bar chiu...

Recensione: "Fuga dal vuoto" di J.Oscar Lufuluabo

In questa recensione presento un libro di racconti che mi ha colpito. E' un piacere recensire libri scritti bene, e il racconto breve spesso rivela, ancor più del romanzo, la bravura di un autore. Scheda libro Titolo: Fuga dal vuoto Sottotitolo: Storie di uomini sconfitti Autore: Jacques Oscar Lufuluabo Edito da: / (libro auto-pubblicato) Uscita: 2018 Formato: e-book (su Amazon e Kindle) Genere: Racconti Pagine: 80 Il libro Questi racconti brevi sono accomunati da un fil rouge molto chiaro, ben espresso nel titolo. I protagonisti vivono un momento critico in cui sono costretti a fare i conti con una parte di sé, chi con il proprio passato, chi con una costante della propria vita che ha sempre ignorato, altri ancora con una parte di sé che odiano. Scrittura ottima, l’autore padroneggia la lingua e ha una buona capacità di farci entrare subito in ogni racconto, con poche pennellate ma efficaci. Forse leggermente pesante il secondo racconto, dove si poteva taglia...

Concentrarsi

Bisogna tornare a concentrarsi sulle cose. Io a volte penso che da bambini siamo tutti intelligenti, poi crescendo diventiamo stupidi, pretendiamo attenzione dagli altri ma non ne dedichiamo più a nessuno. Un bambino invece se tu gli fai vedere un giocattolo o anche solo un filo d'erba ti guarda euforico, si concentra, non ha paura di dedicare attenzione, non ha bisogno di bere caffè ad ogni ora come un cretino in preda al panico per rimanere minimamente sveglio, è felice per il semplice fatto che può correre, saltare, sudare, fare quello che vuole. Un bambino scrive solo quando serve, non ha bisogno di scrivere poemi, solo un adulto è così scemo da perdere tempo ideando personaggi e azioni che non può essere o compiere. Poi si cresce e tutti scrivono e postano cavolate sui social, ma qualcuno che legge con attenzione c'è ancora? Ricordo sempre una scena del film Magnolia in cui un ex bambino prodigio ormai uomo dice: Da piccolo ero un genio, adesso sono solo un idiota. C...